Maratona dles Dolomites-Enel 2025: un inno alla luce e alla bellezza. In ottomila sui passi chiusi al traffico

L’alba sulle Dolomiti si è accesa di una luce speciale domenica 6 luglio, in occasione della 38ª edizione della Maratona dles Dolomites – Enel, quest’anno dedicata al tema della Lüm, la luce. Una luce che non ha solo rischiarato le cime dei monti, ma ha illuminato i volti, le emozioni, i sogni dei quasi 8.000 ciclisti accorsi da tutto il mondo per vivere una giornata fuori dal tempo, su strade chiuse al traffico e aperte solo alla fatica, alla bellezza e alla condivisione.

Un viaggio a pedali nel cuore delle Dolomiti

Il silenzio delle prime luci del mattino è stato spezzato dal battito delle ruote e dei cuori a La Villa, punto di partenza dell’evento, dove come da tradizione Michil Costa ha dato il via alla corsa in sella alla sua bici d’epoca. Da lì, il lungo serpentone colorato ha cominciato ad arrampicarsi tra i passi iconici del ciclismo: Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena, Giau, Falzarego e Valparola.

Credit: AlexFaedda

Una sequenza mozzafiato di panorami scolpiti nella roccia, che ha fatto da cornice a una gara sì competitiva, ma soprattutto carica di significato.

Credit: FreddyPaninschek

Tre i percorsi a disposizione: il Maratona da 138 km e 4.230 metri di dislivello, il Medio da 106 km e 3.130 metri, e il Classico da 55 km per 1.780 metri. Qualunque la scelta, ogni pedalata è stata un’occasione per godere di strade leggendarie, prati verdi punteggiati di fiori e guglie dolomitiche baciate da un sole gentile.

Ottomila storie, una sola passione

Ben 7.964 partecipanti (di cui 883 donne) hanno animato questa edizione della Maratona, dando vita a uno spettacolo collettivo di passione e resistenza. Una partecipazione femminile sempre più importante, che segna il 14% del totale e testimonia come la bicicletta sia uno strumento di inclusione e uguaglianza.

Dalle prime pedalate fino al traguardo, le telecamere di RAI 2 hanno seguito la corsa raccontandone i momenti salienti, i paesaggi maestosi e le emozioni autentiche che solo un evento come questo sa regalare.

Le emozioni della gara: Cavallo e Bussone dominano il lungo

Come da tradizione, è stato il temibile Passo Giau a decidere le sorti della gara. Sul percorso Maratona, tra gli uomini è stato il piemontese Luca Cavallo a imporsi in una splendida rimonta. Dopo una partenza veloce e qualche difficoltà meccanica, Cavallo ha stretto i denti e, con una cavalcata epica, ha staccato tutti: primo al traguardo con il tempo di 4h25’35”, davanti allo spagnolo David Mayo (4h28’08”) e a Giuseppe Orlando (4h29’17”).

Vincitore Lungo Maschile-Cavallo: credit foto: Luca©AlexFaedda

Sul fronte femminile, impresa altrettanto straordinaria per Roberta Bussone, anche lei piemontese, che ha dominato sin dalle prime rampe con una lunga fuga solitaria. Il suo tempo, 5h07’06”, le ha permesso di lasciarsi alle spalle Martina Cavallo (5h24′) e Carmen Moser (5h25′). “Ogni sacrificio è stato ripagato”, ha dichiarato commossa all’arrivo, ricordando la promessa fatta a sé stessa un anno prima.

I vincitori degli altri percorsi

Sul percorso Medio, la vittoria maschile è andata a Stefano Bonanomi, seguito da Stefan Kirchmair e Danilo Celano. In campo femminile ha trionfato Laura Simenc Kramar, davanti a Michela Santini ed Elisa Leardini.

LA CLASSIFICA COMPLETA

Per consultare tutte le classifiche visita:https://datasport.com/live/ranking/?racenr=27422

Una maratona che guarda avanti: verso la “pace”

Con l’ultimo traguardo tagliato, la giornata si è chiusa in un’atmosfera di festa e gratitudine, con lo sguardo già rivolto alla prossima edizione. La 39ª Maratona dles Dolomites – Enel si terrà domenica 5 luglio 2026 e sarà dedicata a un tema quanto mai necessario: Pesc, la pace.

Un tema che, come ha ricordato Michil Costa, non è solo un ideale, ma un esercizio quotidiano. Un gesto semplice come offrire una borraccia, rallentare per aspettare un compagno, salutare chi pedala in senso opposto. Perché anche in sella si può costruire un mondo migliore, e la Maratona diventa così simbolo di convivenza, fratellanza e speranza.

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